Invito Conferenza Stampa

mercoledì 19 marzo 2014, alle ore 11.00
presso Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma
Via Saturnia n. 4/a

presentazione di PartoDiProTesta

la campagna permanente e itinerante, nel Lazio e in Campania, per la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle donne nel percorso nascita.

L’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto ha trasformato questi eventi, normalmente fisiologici, in eventi patologici, assoggettati ad una molteplicità di interventi medici, invasivi e spesso non necessari. Nei processi riproduttivi, la donna è defraudata della sua centralità, perché ritenuta incapace e incompetente, non è informata, non è sostenuta.

Per questo, diverse realtà laziali e campane hanno deciso di promuovere, per le donne e con le donne, un impegno concreto

per

rivendicare il diritto di ogni donna di scegliere come e dove partorire
informare sui diversi modelli di assistenza alla gravidanza e al parto
sensibilizzare sull’eccesso di medicalizzazione e i suoi effetti
denunciare le carenze del sistema sanitario sulla salute riproduttiva della donna;
contrastare la violenza in sala parto sul corpo delle donne
creare una rete di supporto ostetrico, psicologico e legale

proponendo

iniziative di informazione (proiezioni, dibattiti, spettacoli teatrali, incontri a tema),
tavole rotonde con operatori sanitari, politici e amministratori
iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione
proposte per le istituzioni sanitarie e politiche

e attivando

lo Sportello PartoDiProTesta di supporto ostetrico, psicologico e legale alle donne e alle coppie, che sarà capillarmente attivo presso i diversi spazi del territorio di Roma e Napoli

Lancio della campagna

Roma, sabato 22 marzo 2014 – Scup, via Nola 5 (zona San Giovanni)
ore 15.30 “No Ospedali No Parti” Teatro Forum del Teatro Instabile della Tuscia Romana;
ore 18.30 Presentazione della campagna; ore 20.00 Aperitivo e cena a buffet

Primi promotori

“Spazio ai bimbi” di Scup, Freedom for Birth Rome Action Group, Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma, Latte & Coccole, Il Cerchio di Niko, Vita di Donna, Lucha y Siesta, Terra Prena, Nascere nel Terzo Millennio

Intervengono alla Conferenza

Lorena Milana (Il Melograno di Roma), Gabriella Pacini, Mirta Mattina, Virginia Giocoli (Freedom for Birth Rome Action Group), Roberta Lubrano, mamma di Blanca e Diana

Per info: cell. 3383304914 – 3472114778; e_mail: partodiprotesta@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Parto-di-protesta/486101131516200

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La situazione attuale

Negli ultimi decenni, l’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto ha trasformato questi eventi, normalmente fisiologici, in eventi patologici, assoggettati ad una molteplicità di interventi medici, chirurgici e farmacologici, invasivi e spesso non necessari. Tale eccesso di medicalizzazione produce un effetto “a cascata” che spesso esita obbligatoriamente in un taglio cesareo, intervento che non sarebbe stato necessario ma che lo diviene proprio a causa degli effetti negativi determinati dagli atti medici inutili e dannosi effettuati nelle fasi precedenti.

Per questo motivo le soggettività promotrici della campagna non ritengono un buon obiettivo la mera riduzione del tasso di cesarei praticati, quanto piuttosto una effettiva riduzione dell’eccesso di medicalizzazione che determinerebbe la conseguente, auspicata riduzione del tasso di Tc.

Nei processi riproduttivi, la donna è defraudata della sua centralità, divenuta (s)oggetto che nulla può decidere perché ritenuta incapace e incompetente, perché impaurita, perché non informata o disinformata, perche non sostenuta. Una piena delega alla tecnologia medica,
spesso inconsapevole o non voluta dalla donna, frutto di una stereotipizzazione del parto che le genera ansia e le nega autonomia.

Dal taglio della vagina, all’induzione del travaglio, alle spinte sulla pancia – e l’elenco è ancora lungo -, per finire con i tagli cesarei, il cui tasso si aggira intorno al 40%, con picchi del 50%-60% in alcune Regioni (a fronte di un tasso del 10-15% previsto dalle indicazioni OMS): un eccesso di medicalizzazione che non ha giustificazioni cliniche e che costituisce un intollerabile abuso sul corpo della donna e una grave lesione della sua dignità, dei suoi bisogni, della sua personalità. Un eccesso di medicalizzazione che influisce sulla salute della donna e del bambino (incidendo sui tassi di morbilità e mortalità materna e infantile, sulla frequenza di emorragie post partum e di depressione post partum, etc.) e del bambino (influendo sul fisiologico avvio delle funzioni vitali (respiro, suzione e avvio dell’allattamento, evacuazione, temperatura corporea, etc.) e che ha un costo, sociale ed economico, molto alto, per la società e per il sistema sanitario regionale.

La situazione nel Lazio ed in Campania rispecchia quella nazionale: i dati rivelano una spiccata medicalizzazione ed un abuso di interventi medici che è routine; i continui dinieghi dei rimborsi delle spese sostenute per il parto a domicilio e perfino i casi eclatanti di veri e propri divieti alle ostetriche di assistere le donne a casa, rappresentano gli effetti perversi di un quadro normativo lacunoso e ingannevole, ben lontano dal riconoscere e garantire il diritto delle donne di scegliere le modalità e i luoghi in cui partorire.